Quando si pensa che frequentare un corso sulla leadership o che occupare una posizione di responsabilità equivalga ad attribuirsi un potere con cui soddisfare manie di protagonismo o di controllo autoritario dell’operatività altrui,  si sta semplicemente assecondando un’esigenza che ormai rischia di diventare un pericolo per l’azienda in cui lavorano questi “leader sorpassati”.

Una delle testimonianze che in Rete ha prodotto un intenso dibattito afferma che “se parliamo tanto di leader e di come trovarli o formarli è perché forse percepiamo che in realtà abbiamo creato dei tipi di leader che non vanno bene?”. Nella mente di alcuni manager è radicata l’idea di poter esser gli unici interpreti del progresso aziendale;  queste persone manifestano anche interesse per le opinioni di economisti che annunciano il tramonto del tipo di leadership di cui sono esse stesse ostinate rappresentanti.  La verità è che considerano i contributi altrui semplicemente come dettagli e intendono solo imporre un potere come se fossero i detentori di decisioni che non possono essere influenzate dal confronto. Fino a quando le imprese non si renderanno conto del “peso” che l’attuale evoluzione sociale avrà sui loro bilanci, continueranno a respingere le lamentele di dipendenti che esprimono dissenso verso questi manager. A queste rimostranze è stato spesso risposto “Il problema è tuo. Dovresti imparare ad apprezzare i consigli ed i comportamenti di chi ha più potere e carisma di te!

Le diverse testimonianze lasciate sui network della Rete rivelano però che il problema è di tutti coloro che per un’oggettiva questione di convivenza professionale interagiscono con questi titolari di leadership. Se una persona arriva al punto di rassegnare le dimissioni il problema non sarà più suo ma continuerà a propagarsi nell’impresa che si è scelto di lasciare. I segnali dell’attuale evoluzione indicano che è ora che le aziende prestino la massima attenzione a quella quota di leadership egocentriche che, per una sorta di cieca perseveranza, viene confusa con i tratti di una personalità forte e vincente. Nel mondo si sta affermando un’istanza etica che non può essere scalfita da certe inefficaci risposte, una sensibilità professionale e sociale che il mercato ha iniziato a privilegiare quando compie una scelta di acquisto o partecipazione.

La leadership del futuro, futuro già presente, nasce da quei simboli che evocano un senso di benessere collettivo generato dalla combinazione di vicinanza, coinvolgimento e proattività. I nuovi leader saranno coloro che permetteranno il fluire di valori condivisi verso scenari economici da vivere con nuovi modelli di partecipazione e progettualità. Le aziende saranno presto chiamate a gestire l’inevitabile “run out” di leadership con le quali non è possibile tenere il passo di un’evoluzione che non offre più adepti ma persone portatrici di messaggi espressi in piena autonomia e responsabilità.

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