Il concetto di “appartenenza aziendale” in un momento di insicurezza economica e/o crisi di mercato, è spesso riferito alla modalità con cui un’impresa risponde al bisogno di stabilità e crescita del personale. Come in una seconda famiglia, si stabiliscono regole e si garantiscono sicurezza economica e un’identità professionale. In nome dell’ “appartenenza aziendale” si attivano indagini per verificare il grado di fidelizzazione dei dipendenti, la motivazione e l’impegno a raggiungere obiettivi comuni. Le possibilità di accedere ad esperienze e prospettive diverse è oggi esponenzialmente superiore ad un tempo in cui si adottavano comportamenti che testimoniavano l’orgoglio di appartenere ad un’azienda, a prescindere dal ruolo o dalla filiale in cui si operava.

Recentemente si è però notato che molti dipendenti vivono con difficoltà la richiesta di essere sempre prestanti e affiatati. La Rete ha improvvisamente svelato che la professionalità incontra l’efficienza quando le idee e l’impegno trovano spazi di libertà in cui prendere forma, sviluppo, consenso e diffusione. L’azienda è quindi chiamata ad alleggerire i confini che la separano dal fermento della Rete e ad acquisirne i caratteri di luogo di intuizione e azione.

Inoltre, a conferma della perdita di efficacia del senso di “appartenenza aziendale”,  si è riscontrato un decrescente interesse dei dipendenti verso benefit e gadgets aziendali. Di fronte all’ultima versione di blackberry o alla prestigiosa penna con il logo aziendale alcuni dei beneficiari, specie le persone under 30, sembrano poco entusiasti e spesso chiedono di poter rinunciare agli oggetti che testimoniano un’appartenenza aziendale. Per le imprese è certamente lecito stupirsi di fronte a certi atteggiamenti e potrebbe essere dispendioso personalizzare benefit e gadgets. Probabilmente sarebbe più semplice accorgersi che i valori “materiali” esercitano sempre meno fascino e vengono percepiti come il tentativo di mettere un ”sigillo” al proprio futuro professionale. Nel mondo sta maturando il bisogno di ritornare a un senso del valore professionale che si basa sulla disponibiltà ad aprire le porte alla collaborazione, alla partecipazione e all’evoluzione. Questi valori si stanno affermando nel pianeta della Rete e chiedono alle aziende di accogliere quel nuovo senso di “vicinanza professionale” che si estende oltre gli incentivi economici e la storia di un’azienda.

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