In Rete l’atmosfera è cambiata.

Davanti agli schermi del computer non ci sono più milioni di solitudini sedute ad una scrivania per leggere, scrivere o giocare; c’è la collaborazione che nasce, la comunità che si osserva, si trova e prende forza.  All’interno di questa realtà, un elemento importante, a cui porre la massima attenzione, è la presenza di una ‘nuova generazione’, gli under 30, nominati ”Generazione Millennial”; questi sono circa 150 milioni di persone in tutta Europa, e stanno decretando l’urgenza di rivoluzionare anche il modo di essere impresa.

Quale fenomeno stanno producendo?

La “Generazione Millennial” e con essa tutti coloro che danno spessore e concretezza ad una dimensione sempre meno virtuale, ha piena consapevolezza di quanto si sia rivelata efficace la disponibilità ad estendere i propri confini di conoscenza e collaborazione. Vivendola ogni giorno nel semplice confronto con interlocutori, magari sconosciuti, ci si aspetta che anche nell’ambiente di lavoro si possa adottare la stessa apertura e si favorisca una progettualità comune.

Essere network significa tessere questa Rete di possibilità da fruire come intuizioni e azioni.

Essere network comporta la scelta di una reciprocità che vede i consumatori nel ruolo di coloro che invitano le aziende a rispondere a quesiti e richieste di attenzione. Le domande non possono più essere formulate in modo unidirezionale, non possono più essere poste esclusivamente dalle imprese intenzionate a comprendere le scelte di consumo. Ora il consumatore vuole sapere e soprattutto vuole partecipare ad un benessere collettivo che si persegue con un consumo responsabile e la diretta verifica del processo di produzione di un bene. Le aziende devono essere pronte a rispondere, e farlo all’interno di una Relazione tra persone, ovvero tra consumatori e personale interno all’azienda. E’ insufficiente che quest’ultimo interlocutore sia rappresentato dal classico ‘addetto al call center’ o da altre figure che interagiscono in base a procedure di comunicazione e risposta predefinite. Se il consumatore si trova ad interagire con una voce elettronica o un modulo da compilare, o risposte standardizzate, sceglierà in breve tempo di rivolgersi alla Rete per trovare la spontaneità di informazioni fornite da altri consumatori o dalla concorrenza.

Essere network significa abbandonare la convinzione di poter far arrivare solo ed esclusivamente le informazioni che rafforzano la nostra posizione di mercato e confermano la nostra buona reputazione.

Essere network vuol dire innanzitutto aprire le porte alla Relazione e cogliere l’opportunità che la Rete offre in quanto luogo privilegiato di incontro fra individualità in evoluzione.

Per realizzare tale obiettivo è opportuno che le imprese provvedano a:

–       rivedere le strategie di coinvolgimento del personale aziendale

–       realizzare iniziative che creino una circolarità tra mondo “virtuale” e “reale”

–       avvalersi della professionalità di “segnalatori di flussi di interesse e partecipazione”.

Proponiamo quindi alle aziende di intraprendere con noi un percorso professionale mirato ad introdurre quei processi di cambiamento che consentiranno di sincronizzare i loro sforzi e progetti con il percorso di evoluzione dei consumatori. Se si vuole mantenere un rapporto efficace con il mercato, si deve costruire e saper abitare lo ‘spazio della Relazione’, ciò equivale ad essere parte autentica di un rapporto che si rinnova ogni giorno.

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