La Social Economy segnerà la prossima rivoluzione industriale

di Rosanna Del Noce

Un recente rapporto del McKinsey Global Institute intitolato The Social Economy: Unlocking Value and Productivity through Social Technology ha fornito una stima dell’impatto economico che avrebbe la S-Economy (Social Economy) se le aziende sapessero sfruttarne il valore.

Le aree Marketing, Vendite e Post vendita sono quelle che presentano il maggiore potenziale economico, con 500 miliardi di dollari di creazione di valore, seguite dallo Sviluppo di Prodotto e Operations con 345 miliardi. Il miglioramento delle attività di supporto al business produrrebbe circa 230 miliardi.
Per trarre benefici economici dalla S-Economy le società sono chiamate a rivedere la propria organizzazione, le pratiche di business e la cultura aziendale attivando un percorso che coinvolge tutti i comparti. Secondo l’Istituto McKinsey i processi di comunicazione, collaborazione, co-creazione  coinvolgono l’intera azienda, abilitando relazioni, scambio di informazioni e modalità di collaborazione sia all’interno che all’esterno della struttura.

L’indagine evidenzia che non basta spostare i budget dai canali tradizionali ai Social Media per raggiungere questi risultati ma occorre sviluppare processi ben strutturati che coinvolgono la sfera on-line come quella off-line.
Con tale approccio le aziende possono diventare fully networked, ovvero in grado di ricavare benefici sostanziali dalla connessione con tutte le parti dell’organizzazione, i consumatori e i partner esterni.
Secondo il McKinsey Global Institute  i 10 modi per creare valore attraverso i social network sono i seguenti:
– co-creazione dei prodotti;
– previsione e monitoraggio;
– distribuzione dei processi business;
– ottenimento degli insight dei consumatori;
– marketing communication;
– generazione di lead;
– social commerce;
– costumercare/service;
– miglioramento intra/inter organizzazione e collaborazione/comunicazione;
–  allineamento dei talenti ai task.

In quest’immagine sono indicate le principali applicazioni delle tecnologie Social, che possono essere usate sia dai consumatori che dalle imprese:

La Social Economy sarà la prossima rivoluzione industriale? Le premesse ci sono. La velocità con cui i Social Network, praticamente inesistenti fino a sette anni fa, si sono diffusi fino a raggiungere oltre un miliardo e mezzo di persone li ha fatti diventare non solo un fenomeno sociale, ma anche economico – basti pensare a come hanno influenzato il processo di acquisto dei consumatori – culturale – per il cambio di linguaggio e di modalità di condividere conoscenza – e politico – dalla campagna di Obama fino alla Primavera Araba. Lasciare questa rivoluzione fuori dalle aziende sarebbe come insistere a riporre delle aspettative nel passato pur di non aprire le porte al futuro.
Al di là dei numeri, il McKinsey Global Institute evidenzia tre aspetti su cui riflettere.
In primo luogo considera i rischi derivanti da questa rivoluzione “social”, ovvero le violazioni della proprietà intellettuale e della privacy al furto di identità, minori dei benefici che ne derivano.
Il secondo aspetto riguarda la velocità con cui questa rivoluzione sta avanzando. Gli analisti di McKinsey fanno notare che “Mentre alla televisione commerciale sono serviti 13 anni per raggiungere 50 milioni di famiglie e tre anni agli Internet Service Provider per registrare 50 milioni di abbonamenti, a Facebook è bastato un anno per raggiungere 50 milioni di iscritti. La velocità e le proporzioni dell’adozione delle tecnologie sociali da parte dei consumatori hanno superato quelle di qualunque altra tecnologia precedente. Tuttavia, consumatori e aziende sono ben lontani dallo sfruttarne appieno il potenziale di impatto”.
L’ultimo punto è che in una fase di forte criticità per il sistema economico globale, una delle leve per far ripartire la crescita non stia più nella competizione, ma nella collaborazione e nella capacità della comunicazione e delle reti sociali di ridefinire i mercati. Ancora una volta, dipende dagli uomini più che dalle tecnologie. Dipende dall’intenzionalità e dalla disponibilità a promuovere spazi di relazione che accolgono la partecipazione e preservano il contributo e l’unicità di tutti gli interlocutori.

Concludo questo post con l’annuncio che a breve uscirà il mio libro “E’ Ora di Vedere – come far evolvere l’azienda e l’identità professionale”. E’ un saggio che conferma la necessità di prestare un’elevata attenzione al capitale umano e alla sinergia con l’intelligenza collettiva ed i network della conoscenza estesa.  Occorre adottare le competenze e i modelli della nuova area della Gestione del potenziale in Rete On / Off-line. Credo che intraprendere la strada della Social Economy significhi acquisire una mentalità che va oltre il concetto di innovazione, che si apre al benessere potenziale dell’evoluzione in corso. Il mondo è inter – e intra – connesso con una Rete che offre infinite possibilità di conoscenza e relazione, un sistema che sta spazzando via i confini tra virtuale, reale ed aziendale.

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2 commenti
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