“Non basta partecipare. Prima bisogna saper ascoltare.”

di Cristina Savelli

E’ la frase di inizio dell’articolo di Antonio Dini sull’inserto Nòva de Il Sole 24 Ore di domenica 13 maggio, che recensisce e commenta l’uscita del libro di Stephen Rappaport ‘Listen first. Ascoltare la Rete‘, pubblicato nel febbraio di questo anno da Hoepli. E’ riassuntiva dell’essenza del libro e descrive, con sintesi invidiabile, cosa è necessario, se non indispensabile, che debba essere fatto dalle aziende. L’autore del libro sottolinea quanto sia cambiato il movimento nella Rete: se, fino a qualche tempo fa, le aziende pensavano di portare gli utenti del web verso il brand, oggi si assiste ad una, purtroppo non ancora diffusa, consapevolezza del movimento opposto. Sono le aziende che devono andare verso le persone, partecipare alle conversazioni, entrare nelle variegate comunità che sono in Rete.

Ma con un passo differente: ascoltare, prima.

L’ascolto, che prevede una disponibilità ed un’apertura che stentiamo ad esperire quotidianamente, “non è un’azione passiva, ma richiede un impegno attivo, che equivale anche a una forma di comunicazione.”

Di più: l’ascolto E’ nella comunicazione, così come è indispensabile per stabilire una Relazione.

Nel dicembre 2011, quando abbiamo aperto questo blog, ci siamo presentate con questo post. Sottolineavamo che Essere Network significa abbandonare la convinzione di poter far arrivare solo ed esclusivamente le informazioni che rafforzano la nostra posizione di mercato e confermano la nostra buona reputazione. Essere Network vuol dire innanzitutto aprire le porte alla Relazione e cogliere l’opportunità che la Rete offre in quanto luogo privilegiato di incontro fra individualità in evoluzione. Il tema dell’ascolto apre, come è riportato nell’artico di Dini, al tema della conoscenza. “Oggi la conoscenza è fondamentale e i modi per costruirla sono di per sé capaci di generare valore in azienda”.

Infine, l’ascolto si apre non solo verso l’esterno dell’azienda, ma si apre anche al suo interno, sui processi, spesso solo ‘guardati’ e nelle relazioni. Sarà l’ascolto e non l’imposizione di decisioni, se pur motivate da dati raccolti – riporta Dini – a fare la differenza fondamentale: successo o fallimento. L’ascolto. Questo è il primo, ineludibile passo che le aziende sono chiamate a fare se vorranno rimanere in un mercato in rapida e variegata evoluzione.

Una breve anticipazione. Questo tempo di nostro ‘silenzio’ è impegnato sulle ultime revisioni di un libro che pubblicheremo fra brevissimo. Il nostro ascolto, attuale e passato, ha provocato il desiderio di restituire quanto esperito e di elaborare chiari, ma efficaci strumenti per le aziende, gli imprenditori, i professionisti, che si trovano in difficoltà nello scegliere con consapevolezza quale movimento intraprendere in questo nuovo scenario, molteplice, poliedrico e in continua evoluzione.

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